venerdì 12 novembre 2010

Until the end......... (Citazioni)



"Io sono Giovanni, vostro fratello in Cristo
e vostro compagno nella persecuzione, nella
costanza, nell'attesa del Regno di Dio.
Ero in Esilio nell'isola di Patmos, perchè avevo
annunziato la parola di Dio e la testimonianza
portata da Gesù. Un giorno - era il giorno del
Signore - lo Spirito si impadronì di me e udii,
dietro di me, una voce forte come una tromba,
che diceva: quello che vedi, scrivilo in un libro,
e manda il libro alle sette chiese dell'Asia
Minore: a èfeso, a Smirne, a Pèrgamo, a
Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa."

[Apocalisse di San Giovanni capitolo 1, versetti 9-11]

(tratto dal testo "parola del Signore - il Nuovo
Testamento ; traduzione interconfessionale dal
testo greco in lingua corrente" ; edizioni Elledici
- Alleanza Biblica Universale ; Torino ; 1977)

sabato 6 novembre 2010

Elogio del puzzle (Riflessioni)



Vorrei brevemente elogiare in questo post il passatempo
del puzzle
, ossia della ricomposizione di quelle migliaia
di tesserine di cartone stampato che io adoro, per
l'appunto, ricomporre, fino a formare un'immagine data,
rappresentata di solito sul coperchio della scatola che
le contiene. Questo lo faccio, naturalmente, nel tempo
rubato alle mie attività quotidiane e lavorative.

L'elenco dei pregi di un puzzle, a patto che sia
stato ben costruito e le tesserine si "incastrino"
perfettamente non lasciando luce di spazio tra di esse,
è lungo ed i benefici che se ne traggono dal ricostruirlo
sono molteplici, e di vari ordini.
Ve li voglio elencare:


Benefici psico-fisici:

- Ri-costruire un puzzle è una attività molto riposante
(a patto di trovare i pezzi con relativa facilità, che
altrimenti si trasforma in un vero supplizio ed esercizio
snervante, come sostengono alcuni miei amici), che
rilassa lo sguardo, distende i nervi, rallenta i nostri
tempi frenetici, ci isola per un pò dal mondo, rallenta
respirazione e battito cardiaco, e ci stanca dolcemente
la mente, a volte iperattiva, predisponendola anche al
sonno.

- Ri-costruire un puzzle è una attività che si può fare
nei ritagli di tempo
sottratti alla noia e non necessita
di rammentarsi "dove si era arrivati", come avviene
invece quando si riprende la lettura di un libro dopo
qualche tempo che lo si aveva abbandonato.

- Ri-costruire un puzzle è una attività che esercita ed
incrementa la facoltà della pazienza, assai carente
negli uomini moderni.


Benefici cognitivo-percettivi:

- Ri-costruire un puzzle comporta la ricerca della
tesserina giusta per il posto giusto, che avviene
attraverso una attenta osservazione ed analisi delle
sue tonalità cromatiche, perfettamente accordantesi
con quelle delle tessere che formano il suo contesto,
della sua sagoma irripetibilmente unica e diversa
da tutte le altre (anche se il puzzle è di, mettiamo,
10.000 pezzi) che deve combaciare perfettamente con
quelle delle altre quattro che sono sopra, sotto, a sx
e a dx della stessa, e attraverso il continuo confronto
con l'immagine finale che ne dovrà risultare, che serve
da linea guida e da riferimento ideale. Tutto questo
comporta, come conseguenza, un aumentato spirito di
osservazione
per i dettagli ed i particolari.


Benefici olistici:

- Ri-costruire un puzzle, è una attività che non ha
nulla da invidiare ad una pratica meditativa, infatti,
se non ci si fa prendere dall'agitazione, dall'impazienza
o dal nervosismo, tutte cose che possono capitare
anche quando si cerca di meditare, lo stato di
coscienza che possiamo ottenere dedicandoci con
calma al puzzle è simile a quello che si può ottenere
con molte tecniche di rilassamento appartenenti a varie
e diverse tradizioni di meditazione.
Uno stato di assenza o quiescienza dei pensieri,
e di pace dello spirito (pensiamo, ad esempio, al
rilassamento di coscienza che ottengono i monaci
tibetani quando costruiscono i loro mandala di sabbia,
il principio è lo stesso).


Benefici filosofico-spirituali:

- Ri-costruire un puzzle, infine, è un'attività che porta
a riflettere su alcuni significati simbolici e metaforici
del medesimo
connessi tra loro.
Il puzzle, infatti, può essere considerato una metafora
del mondo, secondo una certa ottica che veda in
quest'ultimo un ordine ed un disegno ben determinato,
ancorchè di difficile percezione.
Proprio come nel mondo può scorgersi un ordine nei
vari esseri animati ed inanimati che lo compongono
ed un disegno dotato di un significato ed un fine nelle
relazioni che i medesimi instaurano tra loro nel corso
del tempo - azioni, pensieri, sentimenti, etc. - allo
stesso modo, ciascuna tesserina, in se stessa, riporta
delle forme e dei profili parziali e confusi, che solo
alla luce di un punto di vista più ampio e superiore
acquistano la loro riconoscibilità - ad esempio, un
pezzo mezzo verdastro e con uno spicchio di giallo
può rappresentare l'angolo e la parte di un fiore
immerso in un prato di un paesaggio.

Per di più, riflettere sul fatto che ogn tesserina ha
un suo unico e specifico luogo in cui può stare, che è
dato dal suo contesto immediatente contiguo, porta a
pensare che anche noi uomini abbiamo un nostro posto
nel mondo, ben determinato dalle circostanze che
l'hanno determinato e dal nostro entourage. Un posto
che ci compete, dotato di un significato, ma del quale
siamo raramente consapevoli.

Una ulteriore similitudine, infine, si può ravvisare tra
i molteplici pezzi e gli esseri umani, apparentemente
tutti uguali, e comunque simili, ma in realtà ognuno
diverso dall'altro.


venerdì 5 novembre 2010

Monet per il W-e (Diario)



"La femme a l'ombrelle" di Claude Monet

p.s. Sto facendo il puzzle tratto dalla
immagine di questo dipinto. Sono solo
1000 pezzi, ma...è il più difficile che
abbia mai fatto (tutti i pezzi dell'erba
li ho dovuti cercare prima sull'immagine
e posizionarli nel loro posto a mo di
battaglia navale, con le coordinate
approssimative dalla base e dalla
altezza del puzzle). Cavolini!!

mercoledì 3 novembre 2010

the shadow of light (Songs)

I am not a translator but this is a
translation of l'ombra della luce,
a song that maybe don't seems
amazing, but really ("in realtà")...


The shadow of light

Protect me from the contraries forces,
At night, asleep, when I am unconscious
When my way becames uncertly
And never leave me
Never, never leave me
Bear me up to the loftiest heights
in one of yours realms of peace
It's time to leave this cycle of lifes
And never leave me
Never, never leave me
The joys of the deepest affection
Or of the heart's gentiest yearnings
Are only the shadow of the light
Remind me how sad I am
Far from your laws
Teach me how not to waste
the time that is left to me.
And never leave me
Never,never leave me!
The peace I have felt in certain monasteries
Or the vibrant joining of all the senses
in joyful celebration
Are only the shadow of the light


domenica 31 ottobre 2010

incontri da capogiro (Diario)


L'immagine che ho inserito è un particolare di
un dipinto di Tancredi. Non vi potete immaginare
la sorpresa quando, domenica scorsa, l'ho trovato
visitando nuovamente la Galleria d'arte moderna
di Torino. Ero lì per la mostra su Osvaldo Licini,
che consiglio, e mi sono fatto un giro a vedere
il nuovo allestimento di Danilo Eccher. Non
immaginavo però che quest'opera fosse del
museo, precisamente della Fondazione CRT.
Sono stato un bel pò ad ammirarla, sarà grande
due metri per due. Però, c'è un però! Non era
necessario avere un particolare legame con
Tancredi per accorgersi che era appesa...al
contrario!!! Infatti, le colature di colore andavano
in senso contrario alla gravità, verso l'alto.
A volte Tancredi dipingeva con il supporto a
terra, ma questa volta è indubbio che il dipinto
sia stato fatto verticalmente e alcune colature
gialle non possono che andare verso il basso.
Bah! C'era, infatti, qualcosa che non mi tornava
nel dipinto. La composizione non mi pareva
"corretta", al di là del fatto che non mi capacito
della tecnica che abbia usato per ottenere certi
spettacolari effetti (penso delle spugnature di
colore). Quasi quasi scrivo alla Gam e glielodico :)

giovedì 28 ottobre 2010

la rivoluzione (Citazioni)



" "Fare la rivoluzione". Ecco la soluzione a cui pensa
la maggior parte delle persone quando si tratta di
trasformare la società; ma dopo ogni rivoluzione si
ritrovano di nuovo gli stessi disordini, le stesse azioni
disoneste, le stesse ingiustizie. Vittime e carnefici
hanno cambiato campo, tutto qui, ma ci sono sempre
delle vittime e dei carnefici. Non è quindi all'esterno
che bisogna portare dei cambiamenti, bensì nella
mentalità degli esseri umani. Molti dicono di lavorare
per la felicità dell'umanità, ma quanti sanno di che
cosa gli esseri umani hanno realmente bisogno per
essere felici? Pochissimi, e per questo i risultati non
sono un gran che: se si constatano dei progressi in
qualche campo, al tempo stesso si è obbligati a
constatare delle regressioni in altri. I veri progressi,
i veri miglioramenti, si verificano inizialmente nel
pensiero, nel cuore e nell'anima, grazie alla luce.
Come volete che i cambiamenti siano efficaci se
la mentalità resta la stessa: egoista, disonesta,perfida?
È sulla mentalità che bisogna intervenire,è cambiando
la mentalità che si cambierà il mondo intero. "

[ Omraam Mikhaël Aïvanhov ]

martedì 26 ottobre 2010

wg (Citazioni)

"Non bisogna giudicare il buon Dio da questo mondo
perché è uno schizzo che gli è venuto male"

[ Vincent Van Gogh ]

martedì 12 ottobre 2010

Dorazio docet (Diario)



Piero Dorazio ; reticolo ; 1960

Oggi pubblico una foto dell'ultima litografia che ho
acquistato. Queste piccole gioie che mi concedo, sono il
frutto di Giove di transito al mio As, che riesce a farmi
sopportare questi momenti ancora depressi e pieni di
malinconia. Quando lessi che Nettuno in VIII Casa
rendeva ipersensibili e timorosi verso lutti e animosità,
ancora non mi rendevo ben conto di cosa significasse,
adesso invece ne ho avuto la prova, che ha segnato e
continua a segnare la mia vita (del resto, con entrambi
i luminari in Scorpione, mi posso ancora ritenere
fortunato se....ho "soltanto" conosciuto la psichiatria,
ho dovuto assistere alle cure palliative di mio padre
- esperienza terribile da non ripetersi - mi sono rotto
l'osso sacro, sono stato operato di fimosi, e sono
perseguitato da emorroidi, ragadi e sospette fistole
anali. Grazie a Dio ancora il Viagra non mi serve :)


P.S.
Ah, dimenticavo, (forse se l'ho dimenticato sono
proprio un osso duro). Sempre per la serie "lo
Scorpione, questo sconosciuto", sei anni fa, in
occasione della frattura del bacino e del sacro
(dovuta...vabbè...), sono stato 3 gg in rianimazione
tra la vita e la morte. Poi, si sa, se gli illuminati
possono decidere quando lasciare il corpo, io
mi sono deciso di non farlo. Ma, a proposito,
allora Osho l'ha scelto lui di essere avvelenato?
e così Krishna di essere ucciso - che in realtà
quest'ultimo era un avatar, ed ha preferito
un'uscita meno regale dell'ascensione in Cielo
del suo predesessore Rama, e Aurobindo?
Yogananda? Boh? Chi (pron. Ci) vivrà vedrà.