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giovedì 17 novembre 2016

Umberto Veronesi, o la lotta tra la vita e la morte (Riflessioni)



Sin dall’infanzia toccato dalla Morte – perde il padre
all’età di 6 anni - la sua esistenza le scorre vicino,
pericolosamente. Sopravvissuto egli stesso per
miracolo [“Un anno prima, non ero invece riuscito a
scappare da un campo minato......Ci vollero otto
interventi per togliermi le schegge”], nel mirino delle
Brigate Rosse negli anni di piombo [”Mi fecero leggere
una lettera di minacce con la stella a cinque punte:
«Lei è un cadavere ambulante». Andai in questura per
chiedere che cosa dovevo fare. «Non possiamo darle
la scorta, ma solo dei consigli. Non esca mai alla
stessa ora, cambi il numero di telefono, se può cambi
abitazione o, perlomeno, non vada a dormire sempre
nello stesso posto. Viva in modo irregolare..... Provavo
un bizzarro senso d'avventura, perché la mia esistenza
era stata sconvolta nelle abitudini, negli orari, nel lavoro.
Devo dire che accettai le cose senza farne un dramma”],
la sua attività clinica e di ricerca è stata una
perenne

lotta contro l’esiziale male del secolo, a diretto contatto
col Dolore dei malati, la Trasformazione del corpo e la
Morte. 
Non possiamo non leggere in questo destino la
posizione 
del suo Sole in Scorpione Siderale.

D’altra parte, il vitalismo di Veronesi, la superiorità
intellettuale propria di un “Luminare”, l’aver vissuto
un’esistenza professionale ed umana intensa ed
appassionata – ricordiamo, sbirciando nel suo privato
grazie al sito Dagospia*, i 7 figli, di cui uno avuto da
un amore libero extraconiugale, senza dimenticare
la sua assidua pratica sportiva  (“Ho praticato diversi
sport ma quello che ho più amato è il ciclismo. Ho
vinto anche un titolo nazionale di canottaggio nel
2con” fonte: FondazioneVeronesi.it) – e infine la sua
grande ascesa sociale, tutto questo, ci riporta ad un
Ascendente in Leone Siderale.

In sintesi, ha impersonificato l’eterno ma apparente
dualismo tra Luce & Buio, Coscienza & Incoscienza,
Spirito & Materia, semplice riflesso dell’alterno
succedersi dei Giorni e delle Notti di Brahma.


Fonti biografiche virgolettate: Wikipedia.
*Fonti biografiche Dagospia: http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/chirurgia-matrimoniale-professor-veronesi-oncologo-si-confessa-111666.htm

martedì 15 giugno 2010

Nada & Bindu (Citazioni)



"Finché lo spirito non l'ha penetrata per animarla, la
materia resta inerte, informe. Si può simbolizzare lo
spirito con un punto, e la materia, con un cerchio attorno
al punto. La figura del cerchio e del punto centrale è stata
messa ovunque dall'Intelligenza cosmica: nei frutti, dove
la polpa circonda il nocciolo o i semi, negli occhi, su certe
parti del corpo dell'uomo e della donna. Corrisponde anche
alla struttura della cellula, dell'atomo e del sistema solare.
Ovunque vedrete questo simbolo. Tutta la vita, tutta la
Creazione è in questo simbolo: un cerchio al cui centro sta
il punto, lo Spirito cosmico, che vivifica l'Universo.
Gli Iniziati, i quali hanno compreso la potenza di questo
simbolo, non chiedono altro che possedere in se stessi
quel punto: lo spirito. Anche tutti noi siamo dei cerchi che
devono ricercare quel punto centrale: lo Spirito Santo.
Finché rimarremo un cerchio senza punto, saremo nel
disordine, nel vuoto, nel caos. Ma il giorno in cui quel
punto, lo Spirito, verrà a stabilirsi in noi per animarci e
illuminarci, saremo nella pienezza e diverremo creatori."

[Omraam Mikhaël Aïvanhov]








mercoledì 26 maggio 2010

il passaggio nella materia (Citazioni)



"Perché siamo venuti ad incarnarci sulla Terra?
Per conoscerci. Sì, perché l'essere umano, in quanto
spirito, in quanto scintilla scaturita dal grembo del
Creatore, non si conosce. Si conosce nel mondo
divino, in alto, ma deve anche conoscersi in basso,
attraverso la materia, e ci riesce soltanto dopo
molte difficoltà, dopo molte prove. Avete visto un
gatto giocare con la propria coda? Non sapendo che
quella è la sua coda, la morde, e poi è stupito di ciò
che sente. Anche voi, come quel gatto, un giorno
scoprirete l'esistenza dell'estremità del vostro essere,
là, nel piano fisico; non sapete che cosa sia, quindi
mordete, e ovviamente urlate perché vi rendete
conto che quella "coda" che si muove è una parte
di voi. Un essere umano non si limita a ciò che di lui
si vede; egli è un'entità che vive in tutte le regioni
dello spazio, e deve imparare chi è veramente.
Per il momento, deve cercare di conoscersi attraverso
la materia, attraverso il suo corpo fisico, e questo è
ciò che rende la sua vita talmente difficile, ma anche
talmente degna di essere vissuta."

[ Omraam Mikhaël Aïvanhov ]